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9 Febbraio 2026In Sostenibilità2 Minuti

La tecnologia aerospaziale per l’efficienza energetica: progetto pilota nel plant di Parma

Nel sito produttivo di Parma abbiamo lanciato un progetto pilota destinato a segnare una piccola grande rivoluzione: rendere più efficiente la gestione energetica dei processi produttivi, in particolare quelli legati all’energia frigorifera – uno dei consumi più rilevanti nel settore alimentare.

Per farlo, abbiamo scelto di introdurre una tecnologia consolidata, derivata dall’aerospazio per ridurre consumi ed emissioni, dimostrando che l’innovazione di frontiera può trovare applicazione concreta in ambito food.

Una soluzione all’avanguardia e unica nel suo genere con l’obiettivo di ridurre almeno del 20% l’anno le emissioni di CO₂ legate al processo frigorifero rispetto a una tecnologia tradizionale.

In questo percorso siamo stati supportati da STEP, Innovation Hub che si occupa di scouting, selezione e implementazione di tecnologie per la decarbonizzazione industriale.

Con STEP abbiamo messo a punto un sistema di compressione di nuova generazione, progettato per eliminare l’attrito tra le parti meccaniche, funzionare in modo efficiente anche quando l’impianto lavora a ritmi ridotti e consumare mediamente il 35% in meno di energia elettrica ogni anno. Il tutto utilizzando un gas refrigerante con impatto ambientale quasi nullo, in linea con le normative europee sul clima, e riducendo fino all’80% le componenti meccaniche in movimento, abbattendo i costi manutentivi (~ 40% ciclo vita).

Questo intervento non è solo un upgrade tecnico: è uno dei primi esempi di come una tecnologia di derivazione aerospaziale possa portare innovazione reale anche in un’industria complessa come quella alimentare.

Per Morato Group significa rafforzare il proprio posizionamento nell’ottica di innovazione, sostenibilità e responsabilità ambientale.
Per STEP significa avanzare nella missione di contribuire a ridurre 5 milioni di tonnellate di CO₂ nel tessuto industriale italiano attraverso soluzioni replicabili.

Il progetto pilota a Parma rientra nel percorso più ampio di transizione energetica del Gruppo che punta a:

  • La riduzione delle emissioni di CO₂, pari a 2.472 tonnellate per il 2026
  • Il miglioramento dell’efficienza energetica mediante sia autoproduzione da fonte rinnovabile (fotovoltaico) sia efficienza energetica
  • L’ottimizzazione delle risorse e dei costi operativi

Inoltre, apre la strada a future applicazioni: stiamo valutando di estendere il modello anche agli altri siti produttivi del Gruppo, con l’obiettivo di replicare l’intervento e massimizzare l’impatto nella transizione verso una filiera alimentare più sostenibile.


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